Quando si deve intervenire contro afidi, cicaline, mosca dell’olivo o cimice asiatica, la dose di Kestrel non si sceglie “a occhio”. Il prodotto contiene acetamiprid 200 g/l, ma quantità, numero di trattamenti e intervallo di sicurezza cambiano in base a coltura e parassita. Qui raccolgo le principali dosi autorizzate in Italia, con indicazioni pratiche per preparare correttamente la miscela e ridurre i rischi per persone, api e ambiente.
Le indicazioni essenziali per usare Kestrel con precisione
- Formulazione concentrato solubile con acetamiprid a 200 g/l.
- Dose arboree generalmente espressa in ml/hl e in l/ha.
- Dose orticole normalmente compresa tra 0,15 e 0,50 l/ha, secondo coltura e insetto.
- Numero di trattamenti e intervallo variano sensibilmente da una coltura all’altra.
- Etichetta da controllare sempre prima dell’impiego, soprattutto per autorizzazioni temporanee e nuove estensioni.

Le dosi di Kestrel cambiano con coltura e parassita
Kestrel è un insetticida sistemico e translaminare appartenente al gruppo 4A IRAC. In termini semplici, viene assorbito dalla vegetazione e agisce sul sistema nervoso degli insetti, offrendo una certa protezione anche agli organi vegetativi sviluppatisi dopo il trattamento.
La dose corretta non dipende soltanto dalla presenza dell’insetto. Contano anche specie coltivata, superficie da trattare, volume d’acqua, pressione dell’infestazione e fase fenologica. Per questo una dose valida per il melo non può essere trasferita automaticamente all’olivo o al pomodoro.
Per le colture arboree l’etichetta riporta spesso due valori. I ml/hl indicano la concentrazione nella miscela, mentre i l/ha rappresentano la quantità massima di prodotto per ettaro. Quando si lavora a volume ridotto, il riferimento principale resta la dose per ettaro.
Le principali dosi autorizzate per frutteto, vite e olivo
| Coltura | Insetti indicati | Dose di Kestrel | Trattamenti massimi |
|---|---|---|---|
| Agrumi | Minatrice, afidi, forme giovanili di cocciniglia | 25-70 ml/hl, con limiti da 0,35 a 1,5 l/ha | Massimo 2, a seconda dell’avversità, con almeno 30 giorni di intervallo |
| Melo e pero | Afidi, tentredini, minatori fogliari, carpocapsa, cimice asiatica | 25-35 ml/hl, pari a 0,25 l/ha | Massimo 2, distanziati di almeno 60 giorni |
| Albicocco, pesco e nettarino | Afidi, cicaline, tripidi, lepidotteri, cimice asiatica | 25-35 ml/hl, pari a 0,20 l/ha | Massimo 1 trattamento |
| Susino | Afidi e lepidotteri | 25 ml/hl, pari a 0,25 l/ha | Massimo 2, con almeno 20 giorni di intervallo |
| Ciliegio | Afidi e mosca delle ciliegie | 15-35 ml/hl, pari a 0,25-0,35 l/ha | Massimo 2, con almeno 14 giorni di intervallo |
| Vite | Cicaline e tignoletta | 25-45 ml/hl, pari a 0,25 l/ha | 1 trattamento per anno |
| Olivo da olio | Tignola e mosca dell’olivo | 25-50 ml/hl, pari a 0,50 l/ha | Massimo 2, con almeno 14 giorni di intervallo |
| Olivo da mensa | Mosca e tignola dell’olivo | 25-50 ml/hl, pari a 0,40 l/ha | Massimo 1 trattamento fogliare |
Questi valori valgono per gli usi e le condizioni riportati in etichetta. Per esempio, sugli agrumi la dose più alta contro la cocciniglia non è paragonabile alla dose più bassa usata contro gli afidi, perché cambiano sia il bersaglio sia il limite massimo per ettaro.
Nel caso dell’olivo esiste anche un’applicazione localizzata con esca attrattiva contro la mosca. La dose indicata è di 100 ml/ha in 30 l/ha di acqua, con esca alimentare al 2% o secondo le istruzioni dell’esca utilizzata. Non si tratta di un normale trattamento a piena superficie: si irrora circa il 50% delle piante, curando in particolare quelle sul perimetro.
Le dosi per orticole, patata, colza e colture da seme
| Coltura | Insetti indicati | Dose | Limiti principali |
|---|---|---|---|
| Colza | Altiche, meligete, altri coleotteri e afidi | 0,25-0,30 l/ha | Massimo 2 trattamenti per ciclo, distanziati di 7 giorni |
| Patata | Afidi e dorifora | 0,15-0,20 l/ha | Massimo 2 trattamenti per ciclo, distanziati di 7 giorni |
| Pomodoro in pieno campo | Afidi e aleurodidi | 0,25 l/ha contro afidi, 0,30 l/ha contro aleurodidi | Massimo 1 trattamento per ciclo |
| Pomodoro in serra | Afidi e aleurodidi | Non oltre 0,25 l/ha | Massimo 1 trattamento per ciclo |
| Melanzana | Afidi e aleurodidi | 0,25 l/ha contro afidi, 0,35-0,50 l/ha contro aleurodidi | Massimo 2 trattamenti, con almeno 20 giorni di intervallo |
| Broccoli, cavolfiori e cavoletti | Afidi e lepidotteri | 0,25-0,35 l/ha | 1 trattamento per ciclo |
| Cavoli a testa e insalate autorizzate | Afidi | 0,25-0,35 l/ha | 1 trattamento per ciclo |
| Barbabietola e bietola da seme | Afidi | 0,25-0,35 l/ha | Massimo 2 trattamenti, con almeno 20 giorni di intervallo |
Su barbabietola e bietola da seme, in presenza di una biomassa molto sviluppata, l’etichetta consente in alcuni casi di arrivare a 0,50 l/ha per una sola applicazione. Non è però una dose standard da usare preventivamente, bensì un’opzione legata allo stadio avanzato della coltura e alla pressione dell’infestazione.
Le estensioni più recenti comprendono anche alcune colture minori e impieghi contro la cimice asiatica su nocciolo, mandorlo, noce e pistacchio. Per gli usi contrassegnati come temporanei, l’autorizzazione indicata in etichetta è valida fino al 25 agosto 2026, quindi bisogna verificare la validità al momento dell’acquisto e dell’applicazione.
Come trasformare la dose in una miscela corretta
Quando la dose è espressa in ml/hl
Un ettolitro corrisponde a 100 litri d’acqua. Di conseguenza, una dose di 25 ml/hl significa usare 25 ml di prodotto ogni 100 litri d’acqua, mentre 50 ml/hl corrispondono a 50 ml ogni 100 litri.
Su un piccolo frutteto, per esempio, con una dose di 35 ml/hl e 20 litri di acqua, il calcolo è semplice: 35 × 20 ÷ 100, cioè 7 ml di Kestrel. Il volume d’acqua deve comunque essere sufficiente a bagnare in modo uniforme la vegetazione senza provocare gocciolamento eccessivo.
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Quando la dose è espressa in l/ha
La dose per ettaro non va ridotta soltanto perché si usa meno acqua. Se l’etichetta indica 0,25 l/ha, la quantità totale di prodotto per un ettaro resta quella, anche lavorando con un volume ridotto e un’attrezzatura adeguata.
Per esempio, su 2.000 metri quadrati alla dose di 0,25 l/ha servono 0,05 litri, cioè 50 ml di prodotto. Il calcolo è 0,25 × 0,20, perché 2.000 metri quadrati equivalgono a un quinto di ettaro.
La mia raccomandazione pratica è controllare sempre la taratura dell’irroratrice prima di misurare il prodotto. Ugelli usurati, pressione errata o velocità di avanzamento variabile possono distribuire una quantità diversa da quella calcolata sulla carta.
Numero di trattamenti, intervalli e tempi di carenza
La dose è solo una parte della decisione. Bisogna rispettare anche il numero massimo di applicazioni, l’intervallo minimo tra i trattamenti e il tempo di carenza, cioè i giorni da attendere tra l’ultimo intervento e la raccolta.
| Coltura o gruppo | Tempo di carenza indicato |
|---|---|
| Arancio, pompelmo e pomelo | 60 giorni |
| Altri agrumi | 30 giorni, oppure 14 giorni se si applica al massimo 0,7 l/ha |
| Vite, melo, pero, albicocco, pesco e nettarino | 21 giorni |
| Pistacchio, colza e olivo da mensa con applicazione fogliare | 28 giorni |
| Nocciolo, mandorlo, noce, pomodoro in campo e cavoli autorizzati | 14 giorni |
| Patata, melanzana, insalate autorizzate e olivo da olio | 7 giorni |
| Ciliegio, pomodoro e melanzana in serra | 3 giorni |
Per i cavoli e le barbabietole da seme il tempo di carenza non è previsto secondo l’attuale indicazione riportata in etichetta, ma restano vincolanti tutte le altre prescrizioni d’impiego. In caso di miscela con altri prodotti, si applica il periodo di carenza più lungo e la precauzione più restrittiva.
Non bisogna confondere il tempo di carenza con il tempo di rientro. Il primo riguarda la raccolta, mentre per rientrare nell’area trattata occorre attendere che la vegetazione sia completamente asciutta, rispettando inoltre le indicazioni sui dispositivi di protezione.
Sicurezza, api e ambiente richiedono attenzione
Kestrel è classificato come prodotto nocivo se ingerito e molto tossico per gli organismi acquatici. Va quindi conservato nella confezione originale, lontano da bambini e animali, senza travasi in contenitori privi di etichetta.
Non si applica durante la fioritura delle colture impollinate dagli insetti. È inoltre necessario lavorare in assenza di vento, evitare la deriva e rispettare le fasce di sicurezza indicate rispetto ai corpi idrici e alle aree non coltivate.
Le distanze non sono uguali per tutte le colture. L’etichetta prevede, tra gli altri casi, 20 metri vegetati dai corpi idrici per molte arboree e orticole, 10 metri per vite, patata e colza e 30 metri per il susino. Su nocciolo, mandorlo, pistacchio e noce sono richiesti anche ugelli antideriva con riduzione del 75% e una fascia non trattata di 5 metri sui bordi.
Per le arboree ornamentali l’uso autorizzato è tramite endoterapia sulle latifoglie. La dose indicata è di 10-20 ml per metro di circonferenza del tronco, con un foro ogni 30-50 cm. È un intervento tecnico che richiede attrezzatura, competenza e il minor numero possibile di fori, non una semplice alternativa al trattamento fogliare domestico.
Come evitare resistenze e trattamenti inutili
L’acetamiprid appartiene al gruppo IRAC 4A, quindi non conviene ripetere Kestrel a ogni comparsa di insetti. L’uso frequente di prodotti con lo stesso meccanismo d’azione può selezionare popolazioni meno sensibili e rendere più difficile la difesa negli anni successivi.
Io partirei sempre dal monitoraggio della coltura, usando rilievi visivi, trappole o soglie d’intervento quando disponibili. Se il trattamento è giustificato, è preferibile alternare prodotti con meccanismo d’azione diverso e riservare la dose più alta alle situazioni di maggiore pressione, senza superare il limite per ettaro.
La bagnatura uniforme conta più di una dose aumentata senza criterio. Su vegetazione difficile da bagnare si possono adeguare volume d’acqua e pressione, mentre nei trattamenti a volume ridotto bisogna mantenere la stessa quantità di prodotto per ettaro prevista dall’etichetta.
Prima di miscelare Kestrel con un formulato nuovo è prudente fare una prova preliminare di miscibilità. Una miscela fisicamente stabile non garantisce automaticamente l’assenza di fitotossicità, soprattutto con temperature elevate, colture stressate o varietà sensibili.
La regola decisiva prima di preparare la botte
Per usare correttamente Kestrel bisogna partire dalla combinazione esatta tra coltura, insetto e dose autorizzata, poi controllare ettari, volume d’acqua, numero di applicazioni, intervallo e tempo di carenza. Una dose riportata su una vecchia confezione o su una scheda non aggiornata può non riflettere l’etichetta vigente.
La verifica finale va fatta sempre sull’etichetta presente sulla confezione e sulle autorizzazioni valide in quel momento. Se manca una coltura, un parassita o una modalità d’impiego, è più sicuro non trattare e chiedere indicazioni a un tecnico abilitato.
